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Progetto Doping

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    Quali sono gli obiettivi principali dello studio?

    Chi partecipa allo studio?

    In cosa consiste lo studio?

    Chi sono i committenti dello studio?

    Chi sono i responsabili dello studio?

    Letteratura di riferimento e obiettivi della ricerca.

    Riferimenti bibliografici.



    Quali sono gli obiettivi principali dello studio?

    Lo studio è volto principalmente a fornire dati sull’uso di diverse tipologie di sostanze dopanti e di integratori proteici negli adolescenti italiani (età compresa fra i 14 e 19 anni). Inoltre lo studio è volto ad inquadrare le disposizioni e i processi di valutazione individuali all’interno di una prospettiva teorica di tipo psicosociale, che tenga conto sia degli aspetti intenzionali,  che di quelli legati alla violazione delle norme morali e della relazione con altri comportamenti antisociali.

    Chi partecipa allo studio?

    Lo studio si rivolge a giovani studenti di età compresa fra i 14 e 19 anni distribuiti su tutto il territorio nazionale (Nord, Centro, Sud e Isole). Verrà inoltre mantenuta un’equa distribuzione fra le diverse tipologie di istituti superiori (Licei, Istituti tecnici, Istituti Professionali).

    Le scuole che sono state estratte e che hanno aderito allo studio sono: 

    1. Istituto Tecnico Commerciale “L. Rendina”, L’Aquila.
    2. Istituto Tecnico Commerciale “Archimede”, Modica (Rg).
    3. Liceo Scientifico Statale “L. Respighi”, Piacenza.
    4. Istituto Tecnico Informatico “M. Curie” Milano.
    5. Istituto Tecnico Commerciale “G. Sommeiller”, Torino.
    6. Liceo Classico “Virgilio”, Lecce.
    7. Liceo Scientifico “E. Fermi”, Ragusa.
    8. Istituto Tecnico Commerciale “V. Fossombroni”, Grosseto.
    9. Istituto Professionale Statale per i servizi alberghieri e della ristorazione "Amerigo Vespucci", Roma.
    10. Liceo Scientifico “Mercalli”, Napoli.

     

    In cosa consiste lo studio?

    Lo studio prevede la somministrazione di un questionario in due momenti diversi ai medesimi studenti:

1) Prima somministrazione a ottobre-novembre 2005.
2) Seconda somministrazione  a febbraio-marzo 2006.

    La compilazione del questionario in ambedue i casi sarà svolta in aula sotto la supervisione di professionisti esperti del settore e avrà una durata massima di circa 45 minuti. Conclusa la fase di rilevazione, i medesimi soggetti saranno coinvolti in occasioni di discussione dei risultati della ricerca, che verranno organizzati ad hoc con ogni scuola.

     

    Chi sono i committenti dello studio?

    Lo studio è finanziato dal Ministero della Salute (Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive) in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma.

     

    Chi sono i responsabili dello studio?

     Il responsabile scientifico del progetto è il Prof. Fabio Lucidi

    Professore Associato di “Tecniche di misura in psicologia: il questionario”

    Presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

    Il referente per l’esecuzione materiale del progetto è il Dott. Luca Mallia

    Dipartimento di Psicologia,  Via dei Marsi, 78,  00185 Roma  

     

    Letteratura di riferimento e obiettivi della ricerca

Negli ultimi anni, la pratica del doping è incrementata tra gli adolescenti, sia tra gli atleti di alto livello che tra i giovani che praticano sport solo a livello amatoriale (Irving et al., 2002; Stocker, 2000; Survey Research Center, 1999).
Diverse ricerche indicano che i primi usano queste sostanze per migliorare la propria prestazione, mentre i secondi vi ricorrono soprattutto per migliorare il proprio aspetto fisico (e.g DuRant et al., 1995; Kindlundh et al., 1999).
Negli ultimi anni, a livello internazionale, sono stati condotti diversi studi per identificare i fattori individuali e le caratteristiche contestuali capaci di aumentare il rischio di uso di tali sostanze tra gli adolescenti.
La maggior parte di essi si è però concentrata sulla valutazione della rilevanza che singole variabili hanno sulle intenzioni di abuso di sostanze dopanti; il fenomeno non è invece mai stato studiato all’interno di una cornice teorica più ampia.
L’obiettivo dello studio proposto è quello di inquadrare le disposizioni individuali nei confronti dell’uso di sostanze dopanti all’interno di una cornice scientifica complessa che renda conto delle differenti prospettive con cui il fenomeno può essere letto:

a) l’uso di sostanze ad azione dopante è un comportamento diretto a un obiettivo (estetico o prestazionale) che danneggia la salute di chi lo mette in atto;

b) l’uso di sostanze ad azione dopante è un comportamento di chiara violazione di norme etiche e morali alla base della lealtà sportiva e sociale oltre che della normativa legale vigente in Italia;

c) l’uso di sostanze ad azione dopante è un comportamento che, in adolescenza, si associa spesso ad altri comportamenti antisociali e/o rischiosi per la salute.
 

Se si considera la prospettiva a), La teoria del comportamento pianificato (TCP) di Ajzen e Fishbein (1991) rappresenta una cornice concettuale che è stata applicata ad un’ampia gamma di comportamenti rischiosi che riguardano gli adolescenti (e.g. Armitage and Conner, 2001).

In accordo con la TCP, l’intenzione di eseguire un comportamento è l’antecedente più prossimo del comportamento in oggetto e il suo miglior predittore.
Le intenzioni, a loro volta, sono determinate da tre predittori: atteggiamenti, norme soggettive e il controllo comportamentale percepito, che si configurano come determinanti delle disposizioni individuali nei confronti delle sostanze ad azione dopante.
Se si considera la prospettiva b) È stato dimostrato che ciò che discrimina tra gli adolescenti che si comportano lealmente e coloro che non lo fanno non è tanto l’adozione di valori morali astratti, quanto la frequenza con cui ricorrono al cosiddetto disimpegno morale (Bandura et al., 1996): quegli adolescenti che vi ricorrono facilmente, mettono in atto più comportamenti antisociali (Caprara, 1997).
È quindi ragionevole ipotizzare che una misura di disimpegno morale possa contribuire alla predizione dell’intenzione di fare uso di sostanze dopanti.
Se si considera la prospettiva c) la letteratura suggerisce che esiste una certa continuità tra problematicità comportamentale in giovane età e forme di antisocialità in età adolescenziali. 
I motivi di questa continuità comportamentale sono stati spesso associati ai processi di giudizio sociale e di decisione.
In particolare, numerosi studi indicano che, soprattutto in età scolari, la problematicità comportamentale è spesso legata a difficoltà ricorrenti nelle modalità in cui un individuo elabora le situazioni sociali difficili o conflittuali che incontra.
Ad esempio, le difficoltà nel capire le intenzioni di un altro o pensare velocemente a forme costruttive per risolvere un conflitto tendono a tradursi in decisioni sbagliate su come concretamente rispondere a queste situazioni sociali (Huesmann, 1988; Dodge 1986; Dodge 2003).
Lo studio proposto si propone di acquisire ulteriori conoscenze sul fenomeno doping negli adolescenti analizzando, in una prospettiva multivariata le relazioni tra le disposizioni verso l’uso delle sostanze dopanti e le differenti variabili psicosociali descritte.
Parallelamente lo studio  permetterà di fornire indicazioni aggiornate sulla diffusione delle diverse classi di sostanze dopanti e di integratori proteici in adolescenti caratterizzati da differenti livelli di coinvolgimento nello sport agonistico e/o amatoriale.
Infine il progetto prevede l’organizzazione di diversi momenti di comunicazione dei risultati raggiunti, rivolti ad operatori dello sport e della salute.
In sintesi gli obiettivi del progetto sono:
(a) fornire dati utili ad una analisi complessiva delle disposizioni e dei comportamenti legati all’uso di sostanze dopanti in adolescenza. Questa analisi si propone di integrare le diverse chiavi di lettura che del fenomeno sono state fornite. Ci si propone inoltre di
(b) Condurre lo studio nel contesto scolastico in modo tale da svolgere una indiretta operazione di sensibilizzazione rivolta a insegnanti e studenti sui temi del doping e più in generale dell’abuso farmacologico. Infine, di
(c) organizzare convegni rivolti a operatori dello sport e della salute in modo tale da permettere la divulgazione dei risultati dello studio e la riflessione sul tema presso una platea di destinatari differenti, ma a diverso titolo implicati nella prevenzione di tale fenomeno.

     

    Riferimenti bibliografici:

    Ajzen, I. (1991). The theory of planned behaviour: Some unresolved issues. Organizational Behaviour and Human Decision Processes, 50, 179-211.

    Armitage, C. J. and Conner, M. (2001). Efficacy of the theory of planned behaviour: A meta-analytic review. British Journal of Social Psychology, 40, 471-499.

    Bandura, A., Barbaranelli, C., Caprara, GV. and Pastorelli, C. (1996). Mechanism of moral disengagement in the exercise of moral agency. Journal of Personality and Social Psychology, 71, 364-374.

    Caprara, G.V. (1997) Bandura. Milano: Franco Angeli.

    Cicero, T.J. and O’Connor, L.H. (1990). Abuse liability of anabolic steroids and their possible role in the abuse of alcohol-related expectancies in adolescents: Separating pharmacological from social learning influences. Journal of Consulting Psychology, 50, 336-344.

    Dodge, K.A. (1980) Social cognition and children’s aggressive behaviour. Child Development, 51(1), 162-170.

    Dodge, K.A., Pettit G.S. (2003) A biopsychosocial model of the development of chronic conduct problems in adolescents. Developmental Psychology, 39 (2), 349-371.

    DuRant, R.H., Escobedo, L.G. and Heath, G.W. (1995). Anabolic-steroid use, strength training and multiple drug use among adolescents in the United States. Pediatrics, 96, 23-28.

    Huesmann R. (1988) An information processing model for the development of aggression. Aggressive behaviour. 14, 13-24.

    Irving, L.M., Wall. M., Neumark-Sztainer, D. and Story, M. (2002). Steroid use among adolescents: Findings from project EAT. Journal of Adolescent Health, 30, 243-252.

    Kindlundh, A.M.S., Isacson, D.G.L., Berglund, L. and Nyberg, F. (1999). Factors associated with adolescents use of doping agents: Anabolic-androgenic steroids. Addiction, 94, 543-553.

    Lovstakken, K., Peterson, L. and Homer, A.L. (1999). Risk factors for anabolic steroid use in college students and the role of expectancy. Addictive Behaviours, 24, 425-430.

    Lucidi, F., Grano, C., Leone, L., Lombardo, C., & Pesce, C. (2004). Determinants of the intention to use doping substances: An empirical contribution in a sample of Italian adolescents. International Journal of Sport Psychology, 35, 1-17.

    Middleman, A. and DuRant, R.H. (1996). Anabolic steroid use andassociated health risk behaviours. Sports Medicine, 21, 251-255.

    Stocker, S. (2000). Overall teen drug use stays level, use of MDMA and steroids increases. NIDA Notes, 15, 1-2.

    Survey Research Center. (1999). Drug trends in 1999 among American teens are mixed. Ann. Arbor, MI: Institute for Social Research, University of Michigan, 1999. Press Release.

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